La cucina

Tutta questa organizzazione, che dell’ospitalità ne ha fatto un culto, è a misura dei 45 posti a sedere per un target medio-alto, con capacità di spesa.

Le proposte di consumo partono dagli antipasti classici che vede premiata la burrata di Andria e mozzarella di bufala, con arrivi giornalieri; per i primi il best-seller, da sempre, è rappresentato dalle orecchiette con le cime di rape, seguito a ruota dalla “tiedda”, che è fatto da riso cozze e patate al forno – la signora Carmela sostiene con prove di documenti storici che Marco Polo approdando nei porti pugliesi per fare rifornimenti idrici scambiava i prodotti alimentari d’importazione con beni di prima necessità del luogo e tra quelli c’era il riso, che trecento anni dopo, in seguito a vari fallimenti di coltivazione in terra d’Otranto e in quel di Pisa, città marinara, attecchiva in Lomellina.
Per quanto riguarda i secondi piatti trionfa sia l’agnello con le patate al forno che i “turcinedd”, un piatto a base di intestino d’agnello ripieno dell’interiora dello stesso.
I dolci, tutti di produzione propria, vanno da “cartellate al vino cotto”, cioè pasta delle chiacchiere passata nel mosto di fichi cotto, ai dolcini di mandorle fino ai torroncini. Comunque tutti dolci secchi, come da tradizione, per essere consumati nel tempo.

Tra i prodotti di terra e di mare i più tipici: polipo alla brace su pratino di rucola, troccoli con salsiccia e ricotta marzotica, gnumeridd alla brace, tiedda alla barese.

Voce importante del complemento del pasto è rappresentata dalla cantina. Cantina ricca di 120 etichette nazionali e internazionali dove spicca la produzione di qualità tipica della zona. Il Manduria, in primis. Provare per credere.
Il prezzo medio per una cena si aggira sulle 35-40 euro, comprensivo di informazioni e servizi di cortesia aggiuntivi.